Zona archeologica di Serra Lustrante
La zona di ritrovamento è oggi riconosciuta come area archeologica e si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.
Il santuario risale agli ultimi decenni del IV secolo a.C. e comprendeva:
- Sacello quadrangolare e percorso pavimentato
- Vasca, cisterna e grande pithos
- Edificio sacro su terrazze con altare e basi
- Ambienti superiori per riti sacrificali con resti animali
L’architettura a terrazze riflette influenze ellenistiche e collegamenti culturali con le colonie greche della vicina Heraklea. Il culto era probabilmente dedicato a Eracle, connesso a valori guerrieri, trasumanza e culto delle acque, accompagnato da una divinità femminile subalterna, forse Mefite.
Corona di Kritonios: gioiello d’oro magno-greco di Armento

La Corona di Kritonios è una straordinaria ghirlanda d’oro di età magno-greca, risalente al IV secolo a.C., scoperta ad Armento, in località Serra Lustrante, nel 1814. Oggi è conservata e visibile all’Antikensammlungen di Monaco di Baviera, ed è considerata uno dei capolavori dell’oreficeria ellenistica del Sud Italia.
Caratteristiche della Corona di Kritonios
La corona misura circa 37 centimetri di altezza e la sua struttura delicata indica che probabilmente non era destinata a essere indossata, ma aveva una funzione simbolica o votiva.
Realizzata in oro quasi puro, con tracce di rame e forse di tellurio, la corona è composta da lamine sottilissime, spesse tra 1/20 e 1/10 di millimetro, e fili d’oro con diametro tra 1/4 e 3/4 di millimetri. Pesa circa 55,4 grammi, equivalente a un rotolo e due once secondo le antiche unità di misura del Sud Italia.
Struttura e decorazioni
La corona rappresenta due rami di quercia, arricchiti da ghiande, fiori e api, tutte fissate con sottili lamine d’oro. La base circolare sostiene otto cannelli, mentre la parte frontale ospita tre cannelli da 5 cm, che sorreggono la figura centrale: la Dea Regina Triumphans.
Accanto alla dea compaiono tre Erotes e due Nike, rappresentate in volo tra fiori e api a sbalzo. La corona include inoltre grappoli di frutti, viticci e rose, eseguiti con grande realismo.
Secondo lo storico dell’arte Angelo Lipinsky, la corona fu probabilmente realizzata da diversi artigiani nella stessa bottega, unendo il gusto ellenistico per il realismo e il dettaglio naturalistico.
Piante e simbolismo
Le piante riprodotte sulla corona sono riconoscibili e note per le loro virtù terapeutiche. Tra queste:
- Salsapariglia nostrana, con grappoli di bacche rosse
- Rami di farnia e fragno (quercie), con foglie e ghiande
- Fiori di rosa canina selvatica e rose da giardino a fiore doppio
- Fronde di biancospino
- Calendula, composite, castagno, malva
- Convolvolo, in quattro varietà, con corolla smaltata di azzurro intenso
Questa attenzione botanica rende la corona un esempio straordinario di arte naturalistica e simbolica del IV secolo a.C.



La Dea Regina Triumphans
Al centro della corona troneggia la Dea Regina Triumphans, figura alata e femminile, reinterpretazione lucana di Giunone, protettrice delle donne. La dea porta una patera nella mano sinistra e un originario scettro nella destra, oggi mancante. Sul capo indossa una corona a punte e una sottile corona di perle, elementi che la distinguono dalla Nike alata.
Il piedistallo reca l’iscrizione greca:
ΚΡEΙΘΩNIOΣ HΘHKH TOEI ΣTHΦANON
(“Critonio dedicò questa corona”)
La dea indossa un chitone e un himation decorato, calzari chiusi e ali con penne lunghe, accompagnata da Erotes e Nike, simbolo di trionfo e protezione divina.

Ritrovamento della corona
La corona fu scoperta il 2 agosto 1814 dal colonnello Diodato Sponsa di Avigliano, durante uno scavo illegale in contrada Serra d’Oro, a tre miglia da Armento. La sepoltura a camera conteneva anche:
- Un fauno di bronzo
- Un candelabro in cinque pezzi
- Vasi grandi e piccoli
- Ornamenti femminili in oro e corniola
Dopo il ritrovamento, molti oggetti furono acquistati da Carolina Bonaparte, moglie di Gioacchino Murat, e poi venduti al re Luigi I di Baviera, portando la corona a Monaco.
Importanza storica e culturale
La Corona di Kritonios non è solo un capolavoro di oreficeria, ma anche una testimonianza della vita religiosa, dei culti e delle aristocrazie locali della media valle lucana. Il suo ritrovamento e la successiva conservazione a Monaco permettono oggi di ammirare un esempio unico di arte magno-greca, simbolo di potere, devozione e maestria artigianale.
